Un recente articolo pubblicato su Nature Ecology & Evolution [1], che vede tra i co-autori personale tecnico e di ricerca del CNR IRSA di Verbania, ha indagato il paesaggio sonoro, ovvero la struttura dell’ambiente acustico.
La ricerca, che ha coinvolto scienziati da ogni parte del mondo, ha utilizzato i dati raccolti in modo continuativo per 3 anni da registratori acustici in 139 siti distribuiti sui 6 continenti, per caratterizzare il contributo della società ai paesaggi sonori globali. Per ogni sito, sono stati raccolti dati sia all’interno di spazi verdi urbani (es. parchi, giardini) che in siti incontaminati. Tra i siti è presente il Lago Maggiore, parte della Rete LTER Italia e LTER Europe, coordinato dal CNR IRSA: i dati sono stati raccolti presso il Giardino Botanico di Villa Taranto a Verbania e nel Parco del Ticino Piemontese e del Lago Maggiore.
Lo studio dimostra come posizione geografica, giorno e ora sono tra i principali fattori che spiegano le variazioni nella biofonia (suoni biologici), mentre l’antropofonia (suoni umani, come traffico e voci) è meno prevedibile. Rispetto ai siti remoti, quelli urbani sono dominati dalla tecnofonia (suoni di apparecchiature tecnologiche), hanno suoni meno variabili e meno pause di silenzio. Nei siti urbani, inoltre, la fauna presenta subisce un sempre disturbo sonoro, che può avere conseguenze sulla comunicazione intra e inter-specifica.
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[1] Link all’articolo: https://www.nature.com/articles/s41559-025-02786-5